Un’altro modo di vedere la legge di attrazione

Due strade sterrateThe Secret. Questo è il libro che negli ultimi anni ha spopolato le librerie, rendendo più evidente una legge che dice: “Il simile attrae il simile”. Se io riesco a sintonizzarmi sulla frequenza di qualcosa che desidero, questa si manifesterà nella mia vita; per fare questo posso utilizzare diverse tecniche. Semplificando posso immaginare quello che voglio, dargli una forma mentale, per poi trasformarlo in sensazioni fisiche sentendolo con i cinque sensi, e rendendolo manifesto, pensando che questa cosa fa già parte della mia vita. Posso anche aiutarmi con ripetizioni di frasi da depositare nell’inconscio.

Tutto questo funziona, e le persone che ne danno conferma sono tante. Nel mio caso, però tutte le volte che ho preso un libro che trattasse questo argomento, ho sentito un vuoto. Mi pareva quasi  volere programmare qualcosa, senza sapere che cosa. E poi c’era un’altro punto di domanda: se questa cosa la fa l’ “Io”, dove metto la mia parte Spirituale.

La risposta a questa domanda l’ho ottenuta da un’altro modo di vedere, quello dei Kahuna, gli sciamani Hawaiani. Loro non hanno il conscio e l’inconscio, due entità che sembrano quasi l’harddisk di un computer dove tu puoi memorizzare informazioni, alcune che possono lavorare a tuo favore, ed altre contro di te. I Kahuna pensano che esistono tre Sé: un Sè inferiore chiamato Ku, un Sè medio chiamato Lono, e un Sè superiore chiamato Kane.

Ku, il Sè inferiore è un essere autonomo, e agisce in primo luogo a propria discrezione. E’ accessibile, educabile, e agisce come un bambino piccolo (non corrisponde però al bambino interiore della psicologia). Ku sviluppa abitudini e rituali, e contiene tutte le emozioni, tutte le esperienze vissute, tutti i divieti dolorosi, tutti i sensi di colpa, e gli schemi che bloccano l’energia. Ha principalmente  tre compiti: evitare il dolore con tecniche elusive, raggiungere la gioia portandoci a fare strategie per ottenere il desiderio, fa da ponte tra Lono e Kane.

Lono, il Sè medio, è ciò che noi designamo anche con il concetto di “Io” ed “Ego”. La sua funzione principale dovrebbe essere quella di educare Ku, e nel sintonizzarlo ad una vibrazione più elevata. Lono è la persona consapevole, la nostra consapevolezza quotidiana, che padroneggia la quotidianità e i suoi compiti. Agisce attraverso il pensiero, la parola e l’azione, usando logica e ragione.

Kane, il Sè superiore è un essere di infinita saggezza, massima bontà, grazia e giudizio. Vive fuori dal corpo fisico ed è ad esso collegato attraverso un cordone. Kane utilizza la sua forza spirituale, per realizzare le nostre preghiere. Kane è una figura di luce, è un essere vivente senza corpo fisico, con un carattere personale, quindi un essere individuale. Non è paragonabile a Dio, ma rende possibile la percezione del Divino. Ha grandi bisogni che vogliono essere soddisfatti. Desidera saggezza, umorismo, giustizia, verità e bellezza.

Lono conosce stimoli e  ispirazioni spirituali attraverso Kane, che si annuncia a Lono attraverso Ku. Le decisioni una volta prese possono essere eseguite solo da Ku, perciò è essenziale che Lono comunichi amabilmente con Ku.

Da queste poche righe si capisce come il sistema dei  tre Sè dei Kauna sia una cosa viva. Si parla di tre Esseri che comunicano tra loro, e collaborando ci portano alla realizzazione del nostro scopo nella vita. Molto diverso dal nostro modo di pensare dove basta programmare il computer. Innanzitutto è necessario creare amicizia verso la nostra parte nascosta, perchè è proprio quella che ci permette di sentire i messaggi del Divino. E’ importante capire che è una cosa viva, e solo attraverso l’amore, possiamo modificarla. E per ottenere i nostri desideri come si può fare. Semplice (o quasi), basta portare la parte spirituale Kane, nel buio di Lo affinchè i problemi si risolvano da soli, e arrivi la pace e la prosperità che desideriamo. Probabilmente il nostro obiettivo sarà raggiungere un desiderio. Da li possiamo scegliere, se usare questo punto di partenza per ottenere quello che vogliamo seguendo la legge di attrazione classica, o usare lo stesso punto per cambiare radicalmente il nostro essere seguendo la via dei Kahuna. La seconda è un pò più tumultuosa, ma porta con sè tanta gioia, e l’integrazione di tutti gli aspetti della vita. Ovviamente bisogna guardare in faccia tutto quello che abbiamo nascosto, ma se lo facciamo con la luce (fatevi aiutare anche dagli Angeli), tutto si risolverà al meglio.

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3 Responses
  1. Lea Rago says:

    Ho paura di avere bisogno di qualche chiarimento, non è così automatico capire come funziona il passaggio di informazioni, quello che ho capito comunque,( almeno spero di aver capito), è che nessuna parte di noi è da trattare come un “nemico” come spesso si tende a fare nei confronti dell’ego. Ogni parte di noi ha un ruolo e l’armonia tra le varie parti ci avvicina la divino.. Giusto??

  2. Damiano says:

    Ciao Lea, è difficile dire che cos’è l’ego. In effetti tutti ne parlano, ma per vederlo bisogna essere completamente nella parte spirituale; normalmente noi siamo quasi sempre dentro l’ego, e agiamo guidati da esso. Spesso vediamo alcuni aspetti di esso, e vorremo cambiarli, ma questi sono radicati nella parte più profonda che è il nostro Sè inferiore. L’ego è uno strumento che ci permette di vivere nel mondo finchè ci rendiamo conto che c’è qualcosa di più elevato, che lo possa sostituire. Ma questo presuppone una coscienza molto elevata. L’ego è simile alla memoria volatile del computer, esegue gli ordini, e lo fa al meglio delle sue capacità. Probabilmente è un concetto difficile da capire. Quando noi parliamo di ego creiamo una separazione tra noi e lui, e questo ci porta fuori strada. Nell’articolo, si parla di tre Sé, e questi si possono conoscere e sentire, per poterci lavorare. Il Sè inferiore però è una specie di buco nero, e non va mai contattato direttamente, altrimenti ci incasiniamo la vita. Per modificarlo di solito si parte da una situazione del quotidiano che vogliamo risolvere, quindi si porta Luce-energia in quel contesto per risolverla. Così facendo togliamo una radice al Sè inferiore senza sfidarlo. Di solito quando spiego il Sè inferiore, lo paragono ad un pozzo. Il nostro compito è togliere tutti i mattoni che lo compongono, senza cadere al suo interno. La spiegazione dei tre Sè serve per capire cosa stiamo facendo, ma il lavoro va fatto nel quotidiano, elaborando tutte le situazioni che la quotidianità ci presenta. La differenza che volevo sottolineare nell’articolo tra The Secret e i tre Sé, e che nel primo caso si e molto focalizzati nell’obiettivo, mentre nel secondo si è più nel viaggio di trasformazione. Alla fine in tutti e due i modi possiamo ottenere qualcosa. Nel primo la creiamo, nel secondo la Luce ce la porta in dono. La scelta dipende molto anche dalla nostra personalità e dalle nostre attitudini. Magari ad una persona basta ottenere un quacosa perchè la sua vita sia realizzata, e non c’è bisogno che intraprenda un cammino spirituale. La via dei tre Sé è più impegnativa, ma porta una soddisfazione interiore molto profonda, ed è fatta per le persone che giornalmente vogliono lavorare su se stesse.

  3. Lea Rago says:

    Grazie Damiano per l’approfondita risposta. In effetti è vero, scegliendo un certo tipo di cammino non esiste più giorno in cui non si lavori su se stessi.
    Qualche volta è più semplice, qualche volta si gira per un po’ a vuoto prima di capire qualcosa e vedere poi che le situazioni cambiano, in ogni caso la gioia profonda che si prova sempre più spesso nella giornata, è una grande ricompensa per la fatica compiuta.